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chiara valentini

"fullon(foglia)"

Scultura in tessuto ricamato in seta
150 X 85 X 85 cm (circa)
Follari o Cuculli sono i nomi popolari con cui veniva chiamato il baco da seta.
La coltivazione, la vendita e la lavorazione di questo filato prezioso, sono stati
protagonisti e fiorente risorsa della provincia di Cosenza per secoli.
Ne possiamo rilevare e ritrovare le tracce in molti riferimenti storici,
contestuali all’antica città di Cosenza.
Frammenti tessili che racchiudono storie si intrecciano in questa immagine
“bacoiforme”.
Storie che intessono la città e la sua storia alle vite di chi la abita, alle sue
tradizioni e all’esperienza contestuale della residenza.

BoCs-Art Cosenza 10-30.07.2017

Il progetto è partito dall’antica tradizione cosentina della lavorazione della seta e dalla tradizione tessile più in generale.
Ho deciso di svilupparlo interamente sul posto, in quanto volevo realizzare un’opera legata a questi luoghi e alla loro storia.
Il baco da seta si forma attraverso un lungo e meticoloso lavoro svolto dalla cabia, che crea da 350 mt fino ad 1 km di filo al giorno atto alla formazione di questa struttura di protezione, all’interno della quale avverrà la sua mutazione in farfalla (Bombix mori).
Per prima cosa ho visitato la città di Mendicino, luogo nel quale sorge il museo della seta e dove si trovavano due importanti filande. Dai racconti della nostra accompagnatrice è emerso un dato che mi ha colpito molto, ovvero che l’intero paese era coinvolto nella coltivazione dei bachi, ogni donna ne aveva in casa e li conservava e allevava con cura, tenendoli sotto il materasso o addosso per mantenere vivo il calore necessario. Per queste donne era la risorsa di vita e quindi la cosa più preziosa.
Questo mi ha portato a chiedere la partecipazione delle persone che incontravo in questo periodo di residenza e ho raccolto un pachwork di stoffe provenienti da corredi o ricordi, le quali racchiudono una storia.
Tante storie che unite giorno per giorno dal mio intervento formano questa scultura bacoiforme,
che metaforicamente racchiude e protegge le tradizioni e le esperienze, sia antiche che legate al periodo vissuto qui.
Preziosi doni che prendono nuova vita.
In alcune delle stoffe che ho reperito vi erano interventi di ricamo, iniziali, ricami non finiti, etc.., i
quali si sono unitiai miei interventi, che rappresentano questa stratificazione di storie:

- dalla storia del baco ho scelto la farfalla, che troviamo ricamata in diversi punti dell’opera.
- Per rappresentare la città di Cosenza ho scelto dei dettagli del centro storico nel quale vi sono molti riferimenti storici e toponomastici legati al baco da seta. La mia attenzione è stata colpita da alcuni battiporta in bronzo, che ho disegnato e ricamato su queste stoffe.
- Per rappresentare le persone che mi hanno donato materiale da inserire nell’opera ho scelto di
ricamare i loro nomi o le loro iniziali.
- Infine la mia permanenza qui, che entra nell’opera attraverso la partecipazione di alcuni artisti
che hanno anche loro donato qualcosa di appartenente alle loro opere.
Il luogo, la sua storia, le sue tradizioni, le persone che lo vivono e la nostra presenza qui si sono intrecciate formando questo baco interamente cucito con filo di seta.